Quando la fragilità si moltiplica: autismo e disabilità visiva, un incontro per non lasciare nessuno indietro

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il 2 aprile si terrà un evento online per parlare di ASVI, una condizione complessa e ancora poco conosciuta. Promuove I.E.R.F.O.P. Onlus, in rete con università e associazioni.

C’è una condizione che colpisce in silenzio, lontano dai riflettori, eppure coinvolge centinaia di famiglie italiane. Si chiama ASVI – acronimo di Autism Spectrum and Visual Impairment – e indica la compresenza tra disturbo dello spettro autistico e disabilità visiva. È una delle forme più complesse di pluridisabilità. E proprio a questa realtà ancora poco conosciuta è dedicata la tavola rotonda online dal titolo “Disturbi visivi e autismo”, in programma martedì 2 aprile alle ore 11:00, in diretta streaming da Cagliari.

L’evento è promosso da I.E.R.F.O.P. Onlus, insieme all’Associazione APRI del Piemonte e alla Cattedra di Psicologia Clinica dell’Università di Cagliari, e si inserisce tra le iniziative ufficiali della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.

“I dati ci parlano chiaro – spiega Roberto Pili, presidente di I.E.R.F.O.P. – in Italia ci sono almeno 1.600 bambini con doppia diagnosi ASVI, ma la realtà è ancora più ampia se consideriamo che, secondo studi internazionali, oltre il 30% dei bambini ciechi o ipovedenti presenta tratti autistici. Il problema è che i metodi di valutazione tradizionali non sono adeguati: si basano su strumenti visivi, non accessibili a chi ha un deficit.”

Per superare queste barriere nasce il progetto “Vis a Vis”, presentato proprio durante la tavola rotonda. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: unire le competenze della tiflologia con quelle legate all’autismo per sviluppare nuovi strumenti, formare operatori e costruire una comunità capace di accogliere senza lasciare nessuno indietro.

“Troppo spesso – denuncia Bachisio Zolo, presidente dell’Unione Ciechi d’Europa – i bambini ciechi vengono esclusi da una diagnosi accurata di autismo. È tempo di cambiare paradigma: serve un approccio che metta al centro l’ascolto, il tatto, il corpo. Solo così potremo realmente includere tutti.”

Anche Daniel Auricchia, presidente dell’Associazione APRI del Piemonte, sottolinea il valore di una rete operativa sul territorio: “La doppia diagnosi implica sfide uniche. Noi lavoriamo con le famiglie e con le scuole per costruire percorsi individualizzati, basati su competenze pratiche e ambienti accessibili.”

Durante l’evento verrà rilanciato anche il volume “Disturbi visivi e autismo – Uno sguardo sulla complessità”, frutto della collaborazione tra studiosi, docenti universitari e operatori sul campo. Un testo che, in pochi mesi, è già diventato riferimento per chi lavora nel campo dell’inclusione.

La tavola rotonda vedrà la partecipazione di esperti da tutta Italia: oltre a Pili, Zolo e Auricchia, ci saranno Simona Valinotti, educatrice tiflologa, Donatella Petretto dell’Università di Cagliari, il medico oftalmologo Lorenzo Pili, il psichiatra Nino Laddomada, e Linda Legname, vicepresidente UICI.

“Vogliamo costruire – conclude Pili – non solo conoscenza, ma anche strumenti operativi. La sfida dell’inclusione non può più aspettare. O ci arriviamo tutti, o nessuno.”


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