Assemini si Risveglia nella sua Identità: La Ceramica Entra nella Città e Diventa Voce, Paesaggio e Memoria

Con tre nuove opere monumentali agli ingressi urbani, Assemini si unisce ufficialmente a città come Deruta, Bassano del Grappa e Faenza, offrendo al visitatore un messaggio chiaro e moderno: qui l’arte ceramica non è tradizione, è DNA.

Assemini oggi ha fatto qualcosa che raramente e’ accaduto in un questo territorio: ha reso visibile ciò che per secoli è stato “solo” percepito.

L’identità ceramica, da sempre al centro della storia artigiana locale, è fuoriuscita dalle botteghe, dalle mani dei maestri, dalle vetrine delle sagre, e si è posata — finalmente — sulla città stessa. Negli ingressi principali del centro urbano, tre opere monumentali realizzate da Doriana Usai, Flaminia Farci e Luca Cossu sono state inaugurate in una giornata che, a detta di cittadini, operatori culturali e istituzioni, rappresenta “un punto di svolta”.

E guardandole da vicino non si può non sentire il respiro di qualcosa di nuovo: non è un semplice intervento artistico, è un messaggio.

Un messaggio che dice: “Assemini è Ceramica. Ed è orgogliosa di esserlo.”


La città come pagina bianca: quando l’arte scrive l’identità

Le prime foto mostrano una scena che parla già da sola.
Le enormi lettere che compongono la scritta ASSEMINI, ricoperte da tessere ceramiche in toni di azzurro e bianco, catturano la luce del sole come fossero una soglia simbolica, una porta. Dietro quella scritta, quasi a proteggerla, emerge la grande opera in ceramica col suo color turchese saturo, firmata dai tre artisti.

La rotonda trafficata improvvisamente appare trasformata. L’arte si è presa il suo spazio.

E quel colore — quel blu profondo, antico, quasi mediterraneo, quasi nuragico — si impone come un marchio visivo, un codice culturale che finalmente respira.

Non importa che tu sia un cittadino, un automobilista di passaggio, un turista che si è perso vicino al supermercato SuperPan, o un pendolare diretto verso Cagliari: non puoi evitare di vedere lei, quella ceramica monumentale che ora presidia l’ingresso.

È un’opera che non chiede permesso. Esiste. E parla per la città.


Le opere nelle rotonde: un museo a cielo aperto

Procedendo lungo le vie principali, il progetto continua.
Le rotonde, spesso anonime e funzionali, oggi diventano veri e propri musei a cielo aperto. Le immagini delle altre due installazioni mostrano tavoli in corten che ospitano collezioni di ceramiche: gallinelle, piatti decorati, pezzi unici dalle forme identitarie e dai colori vividi. Alcuni sono smaltati in blu mediterraneo, altri conservano il tono caldo dell’argilla cotta, altri ancora raccontano stili e tecniche diverse.

È un colpo d’occhio che colpisce per varietà ed energia.
È un linguaggio artistico che richiama le tradizioni ma non si chiude in esse: Assemini non sta replicando, si sta dichiarando.

E in tutto questo si percepisce un’idea forte e contemporanea: il territorio diventa galleria, e la galleria diventa racconto urbano.


Doriana Usai: “Assemini racconta e tramanda bellezza. Oggi più che mai.”

Doriana Usai, una delle firme più note nel panorama ceramico asseminese, ha pronunciato parole che vanno ben oltre la semplice emozione professionale.
Il suo intervento, da solo, è un manifesto culturale:

«Oggi l’emozione è stata tanta… tantissima. Se questa meraviglia è stata possibile è merito di chi come noi ceramisti, assieme a tutti voi, si è unito per un obiettivo comune: la nostra amata ASSEMINI.
Non ci sono parole per descrivere la GRANDE soddisfazione e la gratitudine verso chi supporta la nostra IDENTITÀ. Assemini racconta e tramanda bellezza. E oggi lo fa, finalmente, ad alta voce.»

Il modo in cui Doriana pronuncia “IDENTITÀ” non è casuale.
Da anni gli artigiani denunciano il rischio di dispersione culturale, la difficoltà nel tramandare il sapere, l’invisibilità progressiva delle botteghe. Oggi, quell’identità torna ad avere una forma e un luogo: la città stessa.


Flaminia Farci: “Riportare la ceramica in strada, visibile.”

Flaminia Farci ha interpretato il progetto da un punto di vista quasi simbolico:

“Orgogliosa e soddisfatta per il lavoro di squadra e per la novità. Assemini avrà un vestito nuovo, poi de gustibus non disputandum est sempre e comunque ma la novità arriva con un cambiamento e questo fa parte di un’ evoluzione necessaria, essere parte di questo è la vera soddisfazione.”

Flaminia tocca un punto essenziale: l’arte diventa segnale territoriale. Diventa orientamento culturale.

Non più “chi sa lo sa”. Ma: “chi entra, capisce”.


Luca Cossu: “Queste opere sono un dono per Assemini.”

Luca Cossu, noto per un linguaggio ceramico contemporaneo, incisivo, talvolta sperimentale, ha offerto una riflessione che mette insieme responsabilità e orgoglio:

«Quando realizzi un’opera pubblica, sai che diventa di tutti. Questa è la parte più bella ma anche la più impegnativa. “Beh non nascondo che vedere le mie opere esposte nel paese in cui vivo mi rende orgoglioso. Credo che ci sia ancora tanto da fare, e questo è un buon punto di partenza”

Una frase colpisce più di tutte: “Un opera di tutti”.
Perché di questo si tratta: un nuovo accordo culturale.


Il ruolo delle istituzioni: visione, coraggio e orgoglio

La manifestazione di oggi ha visto la presenza delle principali figure istituzionali, che non si sono limitate a celebrare l’opera, ma hanno rivendicato — con forza — il lavoro svolto.


Mario Puddu, Sindaco di Assemini: “Da oggi la nostra tradizione si vede.”

Le parole del Sindaco di Assemini, Mario Puddu, hanno segnato uno dei momenti più importanti della giornata:

«La consueta frase ‘entrando ad Assemini non si percepisce la sua antica tradizione ceramica’ da oggi ha meno senso. Perché oggi si percepisce. E queste tre opere sono solo l’inizio.
La nostra amministrazione ci ha creduto dal primo giorno e questo è il risultato di un lavoro intenso degli uffici dello sviluppo economico e dei servizi manutentivi.
Ma gli artefici veri sono i ceramisti Doriana Usai, Flaminia Farci e Luca Cossu.
Questa opera resterà nella storia di Assemini.»

Quella frase — “da oggi ha meno senso” — segna una svolta.
Non è solo un’opera pubblica, è una correzione narrativa della città.


Francesco Murtas: “Un progetto nato per riqualificare e valorizzare il nostro DNA artigiano.”

L’assessore alle Attività Produttive, Francesco Murtas, ha ricostruito nascita e finalità del progetto:

«Sono molto felice e orgoglioso del progetto ‘Per le Strade della Ceramica’.
È nato dall’esigenza di riqualificare la città e valorizzare uno dei settori storici dell’artigianato asseminese: la ceramica. Abbiamo voluto portarla all’aperto, sotto gli occhi di tutti.
È stato un percorso impegnativo, ma oggi vediamo il risultato: un museo diffuso, vivo, inserito nel paesaggio urbano.
Un ringraziamento speciale ai ceramisti, a Matteo Venturelli e ai servizi manutentivi che hanno dato “luce notturna” alle opere.»

L’idea della luce notturna porta con sé un altro elemento:
Assemini non vuole solo mostrare la ceramica. Vuole illuminarla, celebrarla, custodirla.


Alessandro Casula (PD): “È un’immagine splendida della città.”

Dal fronte dell’opposizione, il consigliere Alessandro Casula ha offerto un intervento emozionato:

«Una splendida immagine di Assemini si offre oggi agli Asseminesi e a chi viene a visitarci.
Ribadire le nostre radici attraverso questi lavori non è solo importante: dà valore alla nostra città.
Sono profondamente grato a Doriana Usai per la dedica a mio padre (Luciano Casula, storico Sindaco Asseminese da sempre in prima linea per promuovere la Ceramica locale- ndr.): mi ha davvero emozionato. Complimenti ai ceramisti e all’amministrazione.»

Parole di apprezzamento che superano ogni colore politico:
quando si parla di identità, si parla per tutti. Cosa che spesso accade ad Assemini.


Le foto della giornata raccontano una città che cambia

Le immagini parlano prima ancora delle parole.

✔ La grande scritta ASSEMINI, rivestita di tessere ceramiche, è un monumento urbano moderno.

Fa pensare a installazioni artistiche di grandi centri culturali europei, ma mantiene un carattere tutto locale, tutto identitario.

✔ L’opera ceramica centrale, quel vaso turchese monumentale, è un simbolo immediato.

La sua presenza al centro della rotonda la trasforma in un luogo iconico.

✔ Le piattaforme espositive nelle altre rotonde sono mosaici di culture ceramiche.

Piccoli pezzi, grandi pezzi, opere contemporanee, elementi tradizionali: è come camminare dentro una bottega aperta.

✔ L’impressione complessiva è quella di un museo diffuso, ma soprattutto vissuto.

Non un’operazione sporadica: un progetto destinato a crescere.


Assemini, tra passato e futuro: un’identità che ritorna a casa

La giornata di oggi non è stata un episodio. Non è stata un’inaugurazione lasciata al caso.
È stato un rito civico. Un rito che ha riconsegnato alla città il suo volto.
Un volto che negli anni rischiava di essere dimenticato, dato per scontato, nascosto.

Oggi è tornato visibile. E non in un museo, non in un catalogo, non in un laboratorio: nelle strade.

Esattamente dove deve stare. Perché l’identità, se non la si mette in strada, muore nelle vetrine.


Assemini è Ceramica. Adesso lo sanno tutti.

Con questo progetto Assemini non si limita a entrare nella geografia dei centri ceramici italiani:
si riposiziona.

E lo fa con una forza narrativa che mancava da anni. Lo fa attraverso i suoi ceramisti, i suoi colori, le sue forme, i suoi oggetti, la sua storia. Lo fa diventando un luogo riconoscibile, fotografabile, condivisibile, visitabile, ricordabile.

Assemini, oggi, dice al mondo:

“Io sono ceramica. E ciò che ero, lo sono ancora. E lo sarò per sempre”



Discover more from Urban Mood Magazine

Subscribe to get the latest posts sent to your email.

Massimo Usai https://urbanmoodmagazine.com

After more than 25 years spent between London, Warsaw, and Brussels—three cities that taught me everything except how to resist a good coffee—I’ve had the pleasure of collaborating with international outlets such as The New York Times, Time Out London, and Vancouver News.
Today, I’m the Director of Urban Mood Magazine and the Editor behind Longevitimes.com, where I explore stories at the intersection of culture, photography, and longevity.
I love blending images and words to turn every piece into a small journey—authentic, original, and occasionally a little mischievous.
In recent years, I’ve been diving deep into the world of Sardinia’s Blue Zone, developing expertise in longevity, traditions, and the science behind living better (and longer).
And yes—I’m also an Arsenal supporter. Nobody’s perfect. / To contact me massimousai@mac.com

You May Also Like

More From Author

Leave a Reply