Sabato 13 giugno, dalle ore 20:00, Assemini si trasforma in un itinerario sonoro lungo mezzo millennio. UN MARE DI MUSICA, XXIII edizione, ingresso libero. Da Pierluigi da Palestrina a Le Vibrazioni, dodici palchi e tre postazioni per un’unica, lunghissima notte. E per la prima volta apre le porte la Chiesa del Carmine.
C’è una sera, in cui Assemini smette di essere un punto sulla carta geografica e diventa una linea del tempo. Sabato 13 giugno, dal momento in cui la luce comincia a cedere, la Città della Ceramica si fa grande spartito a cielo aperto: dodici palchi, tre postazioni tematiche, cinque secoli da attraversare a piedi, di vicolo in vicolo, come si sfoglia un libro che al posto delle pagine ha canzoni.
Il filo conduttore è una coincidenza che ha il sapore del destino. Nel 2026 ricorre il cinquecentesimo anniversario dalla nascita di Pierluigi da Palestrina, universalmente riconosciuto come il “Principe della Musica”: il primo grande compositore della storia occidentale. Da quel lontano 1526 prende le mosse il viaggio di “Un Mare di Musica… racconta 500 anni di storia”, un itinerario che lega le radici della musica colta alle voci del Novecento e del nuovo millennio, e che dimostra una verità semplice e commovente: in fondo Palestrina, i Beatles e Le Vibrazioni respirano la stessa aria.
La novità: il Carmine apre le porte
La vera notizia di questa edizione ha la forma di una chiesa. Per la prima volta la Chiesa del Carmine apre le sue porte alla festa e accoglie proprio i primi quattrocento anni di questo viaggio. Sotto le sue volte, un’orchestra, due cori polifonici e un organista accompagneranno il pubblico dal 1526 ai primi del Novecento, ripercorrendo le pagine immortali di giganti come Palestrina, Bach e Vivaldi.
A custodire questo cuore antico saranno la Piccola Orchestra Sonora, diretta dal Maestro Moreno Loi; il Coro Villa del Mas, guidato dal Maestro Orlando Pittau; e la Polifonica Asseminese, diretta dal Maestro Giovanni Faedda. Spetterà infine al maestro Luca Cogoni far risuonare il nuovissimo organo del Carmine, conducendoci tra le architetture sonore di Bach e Händel.
Così, tra un palco dedicato ai Beatles, uno ai Queen e un altro alla discomusic, sarà impossibile rinunciare alle sonorità rinascimentali e barocche, custodite in quell’atmosfera che solo un tempio sa offrire.
Il viaggio, decennio dopo decennio
Fuori dal Carmine, la festa diventera’ una corrente che trascinera’ tutti coloro che parteciperanno alla giornata. Si passa dalla musica colta alle origini del jazz con l’Hard Up Sextet (1900-1940, blues, swing e jazz), per poi entrare nel cuore del Novecento popolare. Gli anni Cinquanta riportano in vita il rock’n’roll con l’Elvis Presley Tribute; i Sessanta sono il Beat di The Vaghi, tributo ai Beatles; i Settanta esplodono nell’hard rock dei Made in Japan, omaggio ai Deep Purple; gli Ottanta indossano la corona del pop-rock con i RadioQueen, tribute ai Queen.
Il decennio della discomusic accende il palco con What If, da La febbre del sabato sera alle hit anni Novanta, mentre dall’altra parte i Ramblers raccontano l’anima dei cantautori, da Bob Dylan a Fabrizio De André. Gli anni Novanta tornano con i loro tormentoni grazie a I Tormentoni, il nuovo millennio balla con la Big Mama Band e la Millennium Dance Music, e il pop contemporaneo degli anni Duemiladieci porta la firma del Peter’s Day Project.
In cima a questo viaggio, sul Palco 1, ad attendere il pubblico ci sono gli ospiti speciali degli anni Venti: Le Vibrazioni, una delle band italiane più amate degli ultimi due decenni, pronta a trasformare la sera asseminese in un grande concerto collettivo.
A completare il percorso, tre postazioni tematiche regalano altrettante prospettive: Dal Vinile al Digitale con Stage 82, Due musicisti in cerca di Like con il Random Teatro, e ’70-’80-’90 On the Road con Music All Teatro.
Una città che suona la propria identità
Non è un caso che tutto questo accada ad Assemini. La Città di Antica Tradizione della Ceramica accompagna la musica con ciò che da sempre la racconta meglio: le mani dei suoi artigiani. La presenza dei ceramisti e l’iniziativa “Un Mare di Ceramica” intrecciano suono e materia, ricordando che ogni comunità conserva la propria memoria anche nella forma di un vaso, di un colore, di un gesto antico.
Le informazioni di servizio
L’ingresso a Un Mare di Musica è libero, e l’organizzazione ha pensato anche a chi arriva da fuori: i Bus della Luna 9 del CTM non limiteranno le corse alle 23, ma proseguiranno il servizio da e per Cagliari fino alle 3 del mattino successivo, permettendo di vivere la festa fino in fondo.
Non manca un’idea per intrecciare cultura e tessuto commerciale del territorio: nelle giornate del festival, chi farà acquisti presso i commercianti della zona riceverà un originale gratta e vinci, con la possibilità di vincere in tempo reale una crociera e una batteria professionale.
La voce di chi l’ha immaginata
Dietro questo progetto c’è la visione di Piero Collu, ideatore e organizzatore della festa nonché presidente della scuola Peter’s Day, che riassume così lo spirito dell’edizione:
«È sempre un grande piacere contribuire alla crescita culturale e sociale di una comunità soprattutto quando tutti aderiscono con grande partecipazione (come il Comune e la parrocchia) e con grande entusiasmo e passione (come dimostrano tantissimi cittadini)».
Ed è proprio questa la sensazione che resta, mentre si immagina la sera del 13 giugno: una comunità intera che, per qualche ora, decide di raccontarsi attraverso il linguaggio più universale che esista. Cinquecento anni in una notte, dal silenzio raccolto del Carmine al boato finale del Palco 1. Un mare, appunto. Di musica.
Un Mare di Musica… racconta 500 anni di storia — XXIII edizione Assemini, sabato 13 giugno 2026, ore 20:00 — Ingresso libero Con il sostegno del Comune di Assemini, della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio), della Fondazione di Sardegna, dell’Associazione Musicale Peter’s Day e della Pro Loco Assemini.

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