RECENSIONE DEL FILM: “COME TI MUOVI SBAGLI” di Gianni Di Gregorio. La famiglia è una salvezza ouna trappola? Di Daniela Di Benedetto

Ho voluto  vedere  e  recensire  questo  film  perché  incuriosita dalle  recensioni  di  altri critici.  Alcuni  ne  parlano  come di  una  “commedia divertente”,  altri  come di  un  film  tenero  che esalta  i  legami  familiari.  Sarà  il  pubblico  a  decidere  in  base  alla  percezione soggettiva,  ma  voglio  dire  la  mia.

Leggendo  la  trama  si  ha  veramente  l’aspettativa  di assistere  a  una storia comica:  un vecchio  professore  in  pensione,  solitario,   cerca  di  evitare  il  legame  con  un’amica  di  mezza  età, Giovanna,  ed  è  molto  attaccato alla  sua  routine,  finché si  ritrova  la  vita  sconvolta  dall’arrivo della  figlia   che  va  a  piazzarsi  in  casa  sua  con  un  bambino  di  8  anni e una  ragazzina  di  13.  Motivo?  La  figlia  ha  sposato  un  professore  tedesco,  Helmut,  e  viveva  con  lui  in  Germania,  ma  il  marito  l’ha  tradita  con  una  studentessa e  la moglie  non  vuole  più  vederlo. Per  farla  breve,  l’anziano  deve  ospitare  i  parenti  e non  trova  più  il  tempo  per  scrivere il  suo  saggio  sui  Longobardi;  era abituato  a  una  dieta  corretta  ma i nipoti  vogliono  le  arancine  del  bar  e  coinvolgono  anche  lui,  il  bimbo  monello  fa  fuggire  il cameriere  indiano…  mentre  il  tedesco  adultero  vuole  viaggiare  a  piedi  dalla Germania a  Roma  per  fare  penitenza  del  suo  peccato  e  ottenere  il  perdono  della  moglie. Costui  durante  il  percorso  incontra  un  cane lupo  che  lo  segue,  entra  in  una  sfera  mistica, ma  torna  banalmente  alla  realtà  per  il  dolore ai piedi  e  infine  si  installa  anche  lui  in  casa  del  suocero.  Col  cane.

Di  certo  non  mancava  il  materiale  per  un  film  comico,  ma  non è  questo  il  risultato.  I  dialoghi  non   brillano,  sono  gli  ordinari  dialoghi  di  ogni  giorno,  e  il vecchio  professore  non  è  una  macchietta  che  reagisce  agli  imprevisti  esplodendo  come  ci  saremmo  aspettati.  Sopporta  tutto  con  pazienza  e  senza  lamentarsi;  forse  era  proprio  la  sua  estrema  razionalità  ad  attrarre  Giovanna,  poiché  cos’altro poteva  piacerle  in  un  vecchio  appassito?

 Insomma,   il  pubblico non  si  annoia,  ma  nemmeno   ride.  Quanto  al  finale  (  che  non  vi  racconto)  è  molto  scontato,  ma  non  mi  sembra  che glorifichi  i  legami  familiari.  Chi  cerca  di  sfuggire  a  una  famiglia  può incappare  in  un’altra  senza  nemmeno  rendersene  conto.  La  famiglia  non  è  qualcosa  che  vi  sostiene,  ma  vi  divora.  Vi  ingloba.  Vi  porta  via  il  vostro    tempo  libero  e  la  vostra  identità.  Questa  è  la  sensazione  che  ne  ho  ricavato  io,  questo  è  il  messaggio  che  ho  decodificato  soggettivamente.  Dite  la  vostra , su!

Voto  6/10

Daniela  Di Benedetto


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