Ho voluto vedere e recensire questo film perché incuriosita dalle recensioni di altri critici. Alcuni ne parlano come di una “commedia divertente”, altri come di un film tenero che esalta i legami familiari. Sarà il pubblico a decidere in base alla percezione soggettiva, ma voglio dire la mia.
Leggendo la trama si ha veramente l’aspettativa di assistere a una storia comica: un vecchio professore in pensione, solitario, cerca di evitare il legame con un’amica di mezza età, Giovanna, ed è molto attaccato alla sua routine, finché si ritrova la vita sconvolta dall’arrivo della figlia che va a piazzarsi in casa sua con un bambino di 8 anni e una ragazzina di 13. Motivo? La figlia ha sposato un professore tedesco, Helmut, e viveva con lui in Germania, ma il marito l’ha tradita con una studentessa e la moglie non vuole più vederlo. Per farla breve, l’anziano deve ospitare i parenti e non trova più il tempo per scrivere il suo saggio sui Longobardi; era abituato a una dieta corretta ma i nipoti vogliono le arancine del bar e coinvolgono anche lui, il bimbo monello fa fuggire il cameriere indiano… mentre il tedesco adultero vuole viaggiare a piedi dalla Germania a Roma per fare penitenza del suo peccato e ottenere il perdono della moglie. Costui durante il percorso incontra un cane lupo che lo segue, entra in una sfera mistica, ma torna banalmente alla realtà per il dolore ai piedi e infine si installa anche lui in casa del suocero. Col cane.
Di certo non mancava il materiale per un film comico, ma non è questo il risultato. I dialoghi non brillano, sono gli ordinari dialoghi di ogni giorno, e il vecchio professore non è una macchietta che reagisce agli imprevisti esplodendo come ci saremmo aspettati. Sopporta tutto con pazienza e senza lamentarsi; forse era proprio la sua estrema razionalità ad attrarre Giovanna, poiché cos’altro poteva piacerle in un vecchio appassito?
Insomma, il pubblico non si annoia, ma nemmeno ride. Quanto al finale ( che non vi racconto) è molto scontato, ma non mi sembra che glorifichi i legami familiari. Chi cerca di sfuggire a una famiglia può incappare in un’altra senza nemmeno rendersene conto. La famiglia non è qualcosa che vi sostiene, ma vi divora. Vi ingloba. Vi porta via il vostro tempo libero e la vostra identità. Questa è la sensazione che ne ho ricavato io, questo è il messaggio che ho decodificato soggettivamente. Dite la vostra , su!
Voto 6/10
Daniela Di Benedetto
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