Braille, 200 anni dopo: un codice affascinante che ha cambiato il mondo

Cagliari Celebra il Codice Braille con una due giorni d’eventi


Il 23 e 24 febbraio, presso l’Aula Magna IERFOP “Giovanna Salaris” a Cagliari, si terrà la XVIII Giornata Nazionale del Braille, un evento di grande rilevanza nazionale che si terrà per la prima volta nella sua storia nel Capoluogo sardo. Un evento importante per la sensibilizzazione e la promozione dell’inclusione delle persone con disabilità visiva. 

La giornata è organizzata dal Club Italiano del Braille di Roma,  in collaborazione con Ierfop Onlus e l’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti (UICI).

Questa celebrazione, istituita con la legge del 3 agosto 2007 n. 126, rappresenta un momento cruciale per riflettere sull’importanza del sistema di lettura e scrittura ideato da Louis Braille, che da due secoli continua a essere una risorsa fondamentale per milioni di persone in tutto il mondo.

Un’iniziativa ha avuto anche il plauso della Ministra della Disabilità Alessandra Locatelli, che ha inviato nei giorni scorsi una lettera in cui elogia il lavoro delle organizzazioni coinvolte e ricorda come “occasioni come queste sono importanti per accendere un faro e tenere alta l’attenzione su temi che stanno a tutti noi a cuore.” 

Un evento per riflettere e celebrare

L’iniziativa in programma a Cagliari prevede due giorni di incontri, dibattiti e performance musicali, si apre domenica 23 febbraio alle 16:30 con i saluti istituzionali di figure di spicco nel panorama della disabilità visiva e dell’inclusione sociale. Interverranno Nicola Stilla, Presidente del Club Italiano del Braille, Mario Barbuto, Presidente Nazionale UICI, Roberto Pili, Presidente Nazionale IERFOP, Piero Comandini,  presidente del Consiglio Regionale della Sardegna e Pietro Manca, Presidente UICI Sardegna, oltre a Bachisio Zolo, Commissario Straordinario UICI di Cagliari.

Seguirà  un intrattenimento  .culturale che vedrà in apertura  la presentazione musicale della Fiaba in nero e in Braille Brucamilla di Roberto Pili, frutto di un  progetto innovativo che unisce testo,  musica e canto  alla ricerca della massima accessibilità e condivisione .Al pianoforte Franco Corda e la voce recitata er cantata sarà  di Daniela Atza. Seguiranno le musiche  di Andrea Bettini, Peo Alfonsi e Giacomo Deiana, un viaggio tra suoni classici e moderni, impreziosito dai talenti artistici e culturali di interpreti capaci di abbattere ogni barriera.

Braille, 200 anni dopo: il codice che ha cambiato il mondo

 Un seminario di approfondimento

Lunedì 24 febbraio, la giornata inizierà alle 8:30 con un seminario dedicato a esplorare il presente, il passato e il futuro del Braille nella vita delle persone cieche e ipovedenti. Apriranno i lavori Roberto Pili presidente Ierfop e Linda Legname Vicepresidente UICI Tra gli interventi più significativi, Mario Barbuto parlerà dell’evoluzione e dell’importanza del codice Braille nel contesto attuale, mentre Donatella Petretto dell’Università di Cagliari affronterà il tema dell’inclusione nelle università e nella vita quotidiana.

Il convegno vedrà anche la partecipazione di esperti e docenti universitari, come Giovanni Pruneddu dell’Università di Sassari e Silvia Vinci dell’Università di Cagliari, che illustreranno progetti di inclusione accademica e professionale. Un momento di grande interesse sarà l’intervento di Andrea Bettini, che spiegherà come il Braille abbia aperto nuove possibilità anche nel mondo della musica.

Tra i temi trattati, si parlerà anche di nuove tecnologie e strumenti digitali per la lettura e la scrittura Braille, con un intervento di Caterina Argiolas dell’IERFOP. Inoltre, verranno illustrate le iniziative di consulenza tiflologica portate avanti dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” e dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro-Ciechi.

La storia di Louis Braille: il genio che ha cambiato il destino dei non vedenti

Louis Braille nacque il 4 gennaio 1809 a Coupvray, un piccolo villaggio vicino a Parigi. Il destino del piccolo Louis cambiò drammaticamente a soli tre anni, quando un incidente nella bottega del padre, che lavorava come sellaiolo, lo rese cieco. Curioso e vivace, Louis cercò comunque di adattarsi alla sua condizione, sviluppando un’acuta sensibilità tattile e una grande passione per l’apprendimento.

Nel 1819, a soli dieci anni, venne ammesso all’Istituto Nazionale per i Giovani Ciechi di Parigi, una delle prime scuole al mondo dedicate all’istruzione dei non vedenti. Qui, però, scoprì che le tecniche di lettura per i ciechi erano estremamente limitate. L’unico sistema disponibile prevedeva l’uso di caratteri in rilievo, difficili da leggere e poco pratici per la scrittura.

L’illuminazione arrivò nel 1821, quando un ex ufficiale dell’esercito, Charles Barbier de La Serre, presentò ai ragazzi della scuola un sistema chiamato “scrittura notturna”. Questo metodo, ideato per permettere ai soldati di leggere al buio senza bisogno di luce, si basava su punti in rilievo impressi su carta. Braille intuì immediatamente il potenziale di questa tecnica, ma si rese conto che il codice di Barbier era troppo complesso per essere usato nella lettura e scrittura quotidiana.

Determinato a migliorarlo, Louis lavorò senza sosta per anni, sperimentando nuove soluzioni e semplificando il sistema. Nel 1824, all’età di soli 15 anni, presentò il suo alfabeto tattile, un sistema basato su sei punti disposti in due colonne verticali, in modo da poter essere facilmente percepiti con la punta delle dita. Questo codice, che oggi porta il suo nome, permetteva di rappresentare lettere, numeri e persino segni musicali con una combinazione di punti in rilievo.

Nonostante l’innovazione straordinaria, il Braille non venne subito accettato. Le autorità scolastiche e molti insegnanti ritenevano ancora che il metodo tradizionale fosse più adatto. Tuttavia, gli studenti dell’istituto lo adottarono rapidamente, dimostrando quanto fosse efficace e rivoluzionario. Nel 1837, Braille pubblicò il suo primo libro scritto interamente con il suo sistemaProcede pour écrire les paroles, la musique et le plain-chant au moyen de points, che sancì ufficialmente la nascita del Braille.

Louis Braille trascorse il resto della sua vita insegnando e perfezionando il suo metodo, nonostante le difficoltà e una salute sempre più precaria a causa della tubercolosi. Morì il 6 gennaio 1852, a soli 43 anni, senza aver visto il pieno riconoscimento del suo lavoro. Fu solo nel 1854, due anni dopo la sua morte, che il sistema Braille venne ufficialmente adottato dall’Istituto per i Giovani Ciechi di Parigi. Da quel momento, la sua invenzione si diffuse rapidamente in tutto il mondo, diventando il principale mezzo di comunicazione per le persone non vedenti.

Cagliari, per la prima volta, ospita la giornata nazionale del Braille (foto by Massimo Usai)

Braille: una rivoluzione che continua

Il codice Braille, inventato nel XIX secolo, ha rappresentato una delle più grandi innovazioni per l’inclusione delle persone non vedenti, permettendo loro l’accesso alla cultura, all’educazione e all’autonomia personale. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, il Braille continua a evolversi, offrendo strumenti sempre più sofisticati per l’accesso all’informazione e alla comunicazione.

L’evento di Cagliari sarà quindi un’occasione non solo per celebrare l’eredità di Louis Braille, ma anche per riflettere sulle sfide future e sulle opportunità che la società può offrire per garantire un’inclusione sempre più concreta e diffusa.

Ingresso libero e partecipazione aperta

La partecipazione agli eventi della Giornata Nazionale del Braille è gratuita e aperta a tutti. L’appuntamento è per il 23 e 24 febbraio presso la sede IERFOP di Cagliari, in Via Platone 3/3A. Un’opportunità unica per scoprire il valore e l’importanza del Braille nella vita delle persone con disabilità visiva e per contribuire a una società più inclusiva e accessibile.

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