Mauro Sighicelli torna nel mondo del commissario Bertini con Il mostro di Campogalliano, quarto libro dedicato al commissario e raccolta di nove indagini che hanno soprattutto il sapore dell’avventura. Un giallo, quindi, ma lontano dall’idea che per creare curiosità sia obbligatorio trascinare il lettore dentro atmosfere continuamente cupe e pesanti. Qui Bertini attraversa storie diverse, cambia scenario, si muove tra Modena e dintorni e arriva anche in luoghi decisamente più lontani, mentre ogni racconto apre una porta nuova e lascia alle spalle quella sensazione di aver appena concluso una piccola avventura insieme a lui.
La saga di Bertini si è allargata nel tempo attraverso diversi titoli pubblicati da Balzano Editore: Giallo a Nonantola, Il giallo di Modena, Piccoli gialli a Bologna, Il mostro di Campogalliano, Giallo al festival di Sanremo e Giallo a Itaca. Le vicende non seguono l’ordine delle pubblicazioni e questo rende il percorso del personaggio meno rigido di una serie costruita semplicemente come primo, secondo, terzo caso. Ogni libro aggiunge invece un nuovo pezzo al suo mondo e permette di incontrarlo in momenti e situazioni differenti.
Il mostro di Campogalliano ne offre addirittura nove in un unico volume. La raccolta comincia con La canzone del sole e prosegue con Il mostro di Campogalliano, racconto che dà il titolo al libro. Quel nome attira subito l’attenzione: Campogalliano appartiene alla geografia concreta del territorio modenese, mentre la parola “mostro” spalanca tutt’altro immaginario. Basta questo accostamento per far nascere la voglia di capire che cosa si nasconda dietro un titolo tanto particolare.
Arrivano poi La grande infilata e Bertini alle strette, e già scorrendo l’indice emerge uno degli aspetti più piacevoli della raccolta: non sappiamo mai quale situazione incontreremo voltando pagina. Ogni titolo possiede una propria identità e prepara un nuovo ingresso nel mondo investigativo di Bertini senza costringere il lettore dentro una sola lunga vicenda.
Con Bertini alla Gran Fondo delle Dolomiti cambia completamente il panorama. Dopo Modena e i suoi dintorni, il commissario entra nello scenario delle Dolomiti e della celebre manifestazione ciclistica. Poco dopo lo ritroviamo in Bertini va al cinema, altro titolo che sposta nuovamente ambiente e atmosfera. È proprio questo continuo cambio di scenario a dare alla raccolta un ritmo particolare: nove indagini non diventano nove variazioni dello stesso racconto, almeno nella loro cornice, ma nove occasioni per portare Bertini in un luogo diverso.
La sequenza continua con Bertini alla corte del re e Bertini va al mare. Basta mettere accanto questi due titoli per capire quanto sia ampia la libertà con cui Mauro Sighicelli muove il proprio protagonista. Una corte e una località di mare appartengono a mondi lontanissimi tra loro, eppure trovano spazio nello stesso volume grazie al filo comune rappresentato dall’indagine e dalla presenza di Bertini.
Poi arriva Bertini e i tigrotti di Mompracem, ultimo racconto della raccolta e titolo impossibile da leggere senza pensare immediatamente all’universo avventuroso legato a Sandokan. Dopo aver attraversato luoghi e situazioni tanto differenti, il libro si chiude dunque con un richiamo che porta ancora una volta altrove e che sembra perfettamente in sintonia con la varietà dell’intero volume.
Questa struttura rende Il mostro di Campogalliano particolarmente adatto anche a chi ama leggere un giallo senza restare necessariamente legato per centinaia di pagine allo stesso caso. Ogni racconto possiede il proprio spazio, arriva alla sua conclusione e lascia posto al successivo. La curiosità può quindi ricominciare nove volte, e con lei quel piacere molto semplice che accompagna da sempre il genere investigativo: entrare in una storia senza sapere ancora dove porterà.
Il tono prevalentemente allegro delle avventure aggiunge un altro elemento importante. Il giallo contemporaneo ci ha abituati spesso a protagonisti tormentati, violenza molto presente e ambientazioni cariche di oscurità. Mauro Sighicelli percorre qui una strada differente, nella quale l’indagine può convivere con una dimensione più leggera e avventurosa. Non significa togliere importanza al mistero, ma ricordare che la curiosità può nascere anche senza appesantire continuamente il racconto.
Per chi ha già seguito Bertini, Il mostro di Campogalliano offre il piacere di ritrovarlo non in una, ma in nove nuove indagini. Per chi invece non lo conosce ancora, questa raccolta può diventare una porta d’ingresso nella saga e magari far nascere la curiosità di recuperare le altre tappe del suo percorso, da Nonantola a Modena, da Bologna fino a Sanremo e Itaca.
Alla fine è proprio la varietà a lasciare il segno: nove titoli, nove situazioni e un unico personaggio a collegarle. Il mostro di Campogalliano di Mauro Sighicelli porta il lettore dentro un giallo che ama cambiare panorama e concedersi il gusto dell’avventura, mantenendo Modena e il suo territorio come parte importante dell’universo di Bertini senza obbligarlo a restare sempre nello stesso luogo.
Ed è difficile scorrere quei nove titoli senza sceglierne almeno uno e pensare: questo voglio proprio sapere dove va a finire.
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